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Demi-parure in ambra baltica

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1.200,00  IVA inclusa

Demi-parure in ambra baltica

Scenografica demi-parure in ambra baltica lavorata, composta da una lunga collana a 10 fili di piccoli elementi di diversa forma e colore, che scendono a cascata, e bracciale composto da 14 fili di piccoli "sassolini" di colore più scuro rispetto alla collana.

Entrambi i gioielli sono interamente realizzati a mano e hanno chiusure realizzate in ambra.

Provenienza
Polonia

Epoca
1990-2000

Misura
Collana: lunghezza chiusa 65 cm. circa; lunghezza aperta 95,5 cm. circa; peso 237 g. circa
Bracciale: diametro minimo 8,5 cm. circa; diametro massimo 11,5 cm. circa; peso 36 g. circa

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Note
Il nome ambra sembra derivare dalla parola araba al-anbar, che significa ‘dorato’, mentre dai greci fu definita élektron, in quanto, strofinata con un panno, si elettrizza, attirando piccoli corpi leggeri e, come conseguenza di questo fenomeno, nacque il termine elettricità. Dagli antichi romani invece venne denominata succinum, ritenendola il “succo degli alberi”. Infatti l’ambra è una resina fossile proveniente dalla conifera pinus succifera (oggi estinta), che aveva la capacità di produrre grandi quantità di tale materiale e il cui nome è un evidente riferimento al termine utilizzato dai romani.
Questi alberi produssero la resina naturale nel periodo geologico dell’Oligocene (oltre 30 milioni di anni fa). Nel corso delle varie ere geologiche questo prodotto è andato via via indurendosi, dando luogo a ciò che noi definiamo ambra, che può presentarsi da trasparente a traslucida e anche opaca, con lucentezza definita grassa. Più conosciuta nei colori giallo chiaro e giallo oro, può anche essere rossa, bruna, azzurra, bianca, nera e verde.
Si rinviene a gocce o in pezzi irregolari, addirittura a blocchi (ne sono stati rinvenuti fino a 10 kg. di peso) o in masse tondeggianti. È molto più leggera dell’acqua salata, sulla quale galleggia e su cui, agli albori della civiltà, venne trovata per la prima volta. Da allora prese il nome di “oro del Nord” e fu probabilmente il primo ornamento nella storia dell’umanità.
È molto facile trovare all’interno dell’ambra non solo piccole bolle d’aria fossile, ma anche insetti, frammenti di piante o piccoli pezzi di pirite dorata.
Possiede inoltre la caratteristica di essere estremamente infiammabile (tanto che il più delle volte basta una semplice fiamma prodotta da un fiammifero), ma anche molto fragile e facilmente scalfibile.
L’ambra a cui ci si riferisce di solito proviene dal Baltico ed è denominata “succinite”, in quanto contiene acido succinico. Esiste poi la “retinite”, proveniente da Santo Domingo, che non contiene acido succinico, perché deriva da una resina prodotta da una leguminosa ed è una formazione più recente rispetto all’ambra “succinica”. Ci sono poi: la “birnite” o “burnite”, di provenienza birmana, la “rumenite”, di provenienza rumena, la “gedanite”, di provenienza polacca (da Gedanum, antico nome di Danzica) e la “simenite”, di provenienza italiana (da Simeto, fiume della Sicilia).

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