La Galleria delle Meraviglie

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    2 months ago
    Questa meraviglia, commissionata a Michelangelo Buonarroti da Jean Bilhères de Lagraulas, un abate benedettino francese, si trova nella Basilica di San Pietro in Vaticano, all’interno di una delle cappelle della chiesa di Santa Petronilla, chiamata anche Cappella dei Re di Francia o Cappella della Pietà.

    “La Pietà”, realizzata tra il 1498-1499 fu curata in ogni minimo passaggio del lavoro, partendo dalla scelta dei materiali fino all’esecuzione finale: Michelangelo impiegò ben nove mese per scegliere il blocco di marmo e trasportarlo dalle cave di Carrara a Roma, un unico blocco di marmo bianco e blu che fu estratto eseguendo un profondo taglio nella cava, in cui furono poi inseriti degli scalpelli metallici. A quel tempo Michelangelo aveva solo 25 anni e non era ancora famoso: questa è l’unica opera che abbia mai firmato.

    Nel 1972, un geologo di origini ungheresi, naturalizzato australiano, László Tóth, colpì ripetutamente con un martello la scultura al grido di "Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte!". Il blocco scultoreo subì dei danni gravissimi, soprattutto sulla Vergine. Una cinquantina di frammenti furono ritrovati a terra, tra cui il braccio sinistro e il gomito spaccati, il naso, le palpebre. Il restauro, di grande efficacia e praticato anche con tecniche moderne, fu effettuato nei laboratori dei Musei Vaticani. Da allora la Pietà è protetta da una grande parete di cristallo antiproiettile.

    Nonostante l'atto, László Tóth non fu incriminato, ma fu internato in manicomio per due anni. Successivamente venne rimpatriato in Australia.
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    2 months ago
    Colletto italiano di lino in pizzo ad ago ( 1635-40 ca) formato da tanti quadretti di disegni diversi. I due cordoncini che si trovano ai lati venivano annodati sul davanti del collo, facendo aderire il colletto sulle spalle, sovrapponendosi leggermente ai due pezzi più piccoli.

    Rijksmuseum, Amsterdam.
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    Colletto italiano di lino in pizzo ad ago  ( 1635-40 ca) formato da tanti quadretti di disegni diversi. I due cordoncini che si trovano ai lati venivano annodati sul davanti del collo, facendo aderire il colletto sulle spalle, sovrapponendosi leggermente ai due pezzi più piccoli.Rijksmuseum, Amsterdam.
    2 months ago
    Spruzza-profumo a forma di pistola, in oro, smalti policromi e mezze perle naturali (12,3 x 5,6 cm circa).
    Francia, 1790 circa
    Conservato ed esposto nella Casa Museo Cognacq-Jay a Parigi.
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    Spruzza-profumo a forma di pistola, in oro, smalti policromi e mezze perle naturali (12,3 x 5,6 cm circa).
Francia, 1790 circa
Conservato ed esposto nella Casa Museo Cognacq-Jay a Parigi.Image attachment
    2 months ago
    Carnet da Ballo di epoca *Belle Epoque* (1880 - 1915) in oro, perle naturali, diamanti e bottone adornato da uno zaffiro cabochon.

    All'interno si trovano una tavoletta in avorio, un lapis, uno specchio, vari scomparti per la cipria e trucchi.
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    Carnet da Ballo di epoca *Belle Epoque* (1880 - 1915) in oro, perle naturali, diamanti e bottone adornato da uno zaffiro cabochon.Allinterno si trovano una tavoletta in avorio, un lapis, uno specchio, vari scomparti per la cipria e trucchi.
    3 months ago
    Questo espositore mostra una parure di cammei incisi nel corallo, appartenuta a Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone e moglie di Gioacchino Murat, la paure ora appartiene ad una collezione privata calabrese, non c’è una narrazione di questi pezzi specifici, che tuttavia parlano da soli in termini di maestria artigianale e di racconto attraverso l’intaglio sapiente di una materia delicata come il corallo, dell’arte orafa raggiunta dalla "scuola per corallari “ di Torre del Greco.
    Le vicende di Carolina intrecciano la storia del corallo nel momento in cui Gioacchino Murat, compagno da campo di Napoleone fin dal 1795 e sempre al suo fianco nell’ascesa al potere imperiale , nel 1808 viene nominato Re di Napoli, dopo che il trono sottratto ai Borbone si era reso vacante per la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna…..molti gioielli di provenienza murattiana sono conservati nel Museo Napoleonico di Roma, e sono considerati oggetto di attenzione non solo per la loro bellezza, sono tutti infatti di ottima qualità – ma anche per la cornice storica in cui devono essere collocati, di questo argomento si dibatte spesso, ovvero il valore dei gioielli storici non è un valore in sé per la preziosità dei materiali ma soprattutto per il valore particolare legato alle vicende che li hanno coinvolti , rendendoli oggetti emblematici di un periodo storico e di quelle particolari figure che li hanno posseduti.
    I gioielli appartenuti a Giocchino Murat e a Carolina Bonaparte, come questi di cui parliamo, sono oggetti che facevano parte integrante del costume dei due famosi personaggi ma anche, in senso più allargato, fanno parte del costume del tempo, il primo Ottocento, se per costume si intende non solamente l’abito ma anche l’insieme degli elementi che costituiscono l’abbigliamento, dai gioielli agli accessori.
    L’insieme di gioielli di cui parliamo appartiene, insieme a quelli del Museo Napoleonico ad un arco cronologico di circa vent’anni e testimonia insieme alle altre le tipologie più comuni in uso tra Sette e Ottocento, il significato della “parure” , ovvero un assemblaggio di pezzi simili matericamente , che si era affermata nel secolo XVIII e che continuava ad essere usata, pur con caratteri leggermente diversi, all’inizio del secolo successivo, quando l’abito tipico del tempo, ovvero sciolto nelle forme , leggero nei tessuti, con una scollatura profonda e a vita alta, necessitava di un corredo di gioielli che vi si adattasse , questo stile in seguito si trasferì alle cosiddette arti suntuarie ( che risalgono all’età bizantina e consistono nella lavorazione di smalti, pietre e metalli vari) queste arti permisero ai gioiellieri di sbizzarrirsi e di creare nuove gioielli dopo la repressione dei rigori rivoluzionari giacobini.
    Forse proprio questo rigore, parallelamente alla riscoperta dei gioielli classici, fece nascere l’interesse per i materiali ‘alternativi’, non tanto perché meno preziosi, ma perché privi di quelle caratteristiche che avevano improntato gli ornamenti dei due secoli precedenti.
    Molti dei gioielli di Carolina erano per così dire gioielli “moderni”, cioè con pietre incise e cammei , Napoli d’altra parte era la capitale della lavorazione delle conchiglie, come accennato, nel Regno di Napoli spettava a Torre del Greco, a partire dal 1400, il primato di pescare, e solo dall’inizio del l’800 di lavorare e trasformare la materia corallina in veri capolavori di oreficeria per cui ancora adesso è nota in tutto il mondo, qui maestranze specializzate si dedicavano a questa difficile arte, formando nuovi apprendisti che potessero ricavare con particolare virtuosismo, scene mitologiche e figure umane nel corallo , cammei che poi venivano esportati per essere montati altrove…. la splendida spada di gala donata a Napoleone Bonaparte dalla sorella Carolina Murat, tempestata di cammei in corallo fu prodotta proprio dalla “Real Fabbrica de’ Coralli”.
    I cammei e la lavorazione del corallo sedussero la corte napoleonica tanto da suscitare una moda del “gioiello da giorno” in corallo, come dimostra il diadema e pettine in argento dorato e corallo rosa, appartenuti a Letizia Murat ed oggi al Museo Napoleonico di Roma.
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    2 months ago
    Lalique....Un’incantevole opera in vetro di René Jules Lalique ′′Suzanne′′ 1925 😍 ... See MoreSee Less
    Lalique....
    2 months ago
    Copricapi russi ... See MoreSee Less

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    Che spettacolo

    Cocosnik

    Bellissimi

    Splendidi, favolosi.

    Merci de nous faire découvrir ces merveilles Quel travail de broderie J en suis une passionnée et ça m ebloui

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    2 months ago
    Foto dal post di Regine nella storia ... See MoreSee Less
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    2 months ago
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    Marca e modello se possibile! Grazie

    2 months ago
    Foto dal post di Liliana Miriam Venturi ... See MoreSee Less
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    2 months ago
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    Una meraviglia...❤

    Magnifique!

    Buonissimi

    Che meraviglia!!!

    2 months ago
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    Amazing white

    2 months ago
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    Spode blue Italian

    2 months ago
    Orient-Express. ... See MoreSee Less
    Orient-Express.

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    Ma c’è anche Poirot.....?

    Bei viaggi quelli...

    2 months ago
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    2 months ago
    Castello di Cochem (Renania-Palatinato, Germania). ... See MoreSee Less
    Castello di Cochem (Renania-Palatinato, Germania).
    2 months ago
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