Anello marquise Belle Epoque in oro, argento, opale e diamanti (1871 – 1914)
4.800,00 € IVA inclusa
Anello marquise Belle Epoque in oro, argento, opale e diamanti (1871 – 1914)
Suggestivo anello "à marquise" probabilmente attribuibile ad una produzione mitteleuropea, è realizzato in oro giallo 18 carati (4,91 g.) e argento (800), montato con un opale nobile naturale di circa 0,50 ct, caratterizzato da evidente arlecchimento. La gemma è incorniciata da diamanti naturali per un totale di circa 1 carato complessivo, montati “a giorno” su castoni in argento, soluzione tipica della gioielleria d’epoca per esaltare il bianco delle pietre. Fascia sottile e armoniosamente raccordata al castone.
Sono presenti i punzoni francesi di importazione: "hibou" (gufo, per oro 18 carati) e cigno (per argento).
L’anello riflette il gusto aristocratico e raffinato di fine Ottocento, quando la forma marquise, già apprezzata dal XVIII secolo, veniva reinterpretata con eleganza. L’opale, pietra molto amata per i suoi giochi di colore, qui dialoga con la luminosità dei diamanti, in una composizione leggera e armoniosa, espressione tipica della gioielleria.
Provenienza
Mitteleuropa
Epoca
Belle Epoque (1871-1914)
Misura
Lunghezza 2,6 cm. circa; larghezza 1 cm. circa.
Circonferenza interna 20 cm. circa (ISO 60 - USA 9)
Note
L’opale è la più misteriosa, enigmatica ed affascinante delle pietre, appartenente alla grande famiglia dei quarzi. Il suo nome, che può essere considerato sia di genere maschile che femminile, si presume derivi dal sanscrito “upalas”, che significa ‘pietra preziosa’. In gemmologia è possibile suddividere gli opali in tre tipi, cioè comuni, nobili e di fuoco, anche se il più pregiato è l’opale nobile, che presenta quei “bagliori” detti arlecchinamento.
L’opale è una pietra che richiede molta cura, visto che è composta dal 5 al 25% di acqua, quindi va tenuta in conto anche la sua potenziale “disidratazione” (l’acqua contenuta può evaporare, perfino per un moderato riscaldamento dovuto a fattori climatici) con la conseguente perdita di bellezza e valore, se non addirittura una frattura irreparabile.
I giacimenti storici, rimasti in attività fino agli anni trenta del 900, cui attingevano anche i romani, erano in Cecoslovacchia, però, al giorno d’oggi, sicuramente le più importanti miniere si trovano in Australia; pare siano state scoperte nel 1849, ma la prima testimonianza scritta risulta datata 1872.
Celebre l’aneddoto, riferito dall’autore romano Plinio Il Vecchio, secondo cui Antonio arrivò a proscrivere il senatore Nonio per appropriarsi del suo preziosissimo anello con opale, mentre con grande ostinazione, il senatore lo portò via con sé, nell’esilio, unico tra i suoi beni.
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