La Galleria delle Meraviglie

Borsa Roberta di Camerino anni ’60

306,00 € IVA inclusa

Esaurito

VENDUTO.

Descrizione prodotto

Splendida borsa originale della celebre maison veneziana Roberta di Camerino in velluto intagliato dorato su tela nera a motivo di cintura, con profili in pelle nera. Archetto e impugnatura in pelle nera, a forma di cintura, con vite in metallo dorato. Apertura a scorrimento, con interno in pelle con logo.
In ottimo stato di conservazione.

Provenienza
Venezia, Italia

Epoca
1960-70

Misura
Altezza con impugnatura 27 cm.

Informazioni aggiuntive

Peso 813 g
Dimensioni 30 x 11.5 x 17 cm

Note
Roberta di Camerino, all’anagrafe Giuliana Coen Camerino (Venezia 1920 – 2010), è stata una stilista italiana.
È anche il nome della griffe di alta moda da lei fondata subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e intitolata con il nome della figlia Roberta. Il logo dell’azienda (che ha sede a Venezia in Calle della Testa) è rappresentato da una cintura intrecciata che forma una lettera R maiuscola.
Roberta di Camerino è conosciuta internazionalmente per la sua produzione di accessori ed abiti di moda, in particolare tailleur con motivi di stile trompe-l’œil, cinture, foulard e borse in velluto a comparti verdi, rossi e blu e ricamate in oro e a stemmi. Le sue borse furono ideate durante il periodo trascorso in Svizzera, negli anni del secondo conflitto mondiale, dove aveva trovato riparo, assieme alla famiglia, dalla natìa Venezia, per sfuggire alle persecuzioni dovute alle leggi razziali fasciste. Celebre è la borsa che porta il nome di Bagonghi, la prima ad essere realizzata in velluto e la cui la forma è chiaramente ispirata al classico bauletto del medico. Si narra che per il nome, Roberta di Camerino, nell’osservare la sua creazione, si ricordò improvvisamente del nano un po’ tozzo che tanto l’aveva divertita da bambina: Bagonghi appunto. Entrerà nell’olimpo del fashion system quando, nel 1959, Grace Kelly arriverà a Roma con la Bagonghi al braccio e, come è facile immaginare, sarà immediatamente indicata come la “borsa della principessa”.
Roberta di Camerino, tornata nel capoluogo veneto nel 1945, apre un piccolo laboratorio nell’Istituto di Rieducazione situato alle Zitelle, reinserendo ragazze emarginate nel mondo del lavoro sartoriale. Poco più di dieci anni dopo, nel 1956 viene premiata con l’Oscar della moda, il “Neiman Marcus Award”, mentre è del 1963 la sua prima sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze. Gli anni settanta sono contrassegnati dalla conquista di numerosi riconoscimenti e da un accordo commerciale con il colosso Mitsubishi Corporation per l’esclusiva in Giappone delle linee aziendali. A fine decennio il volume d’affari della casa ammonta a dodici miliardi di lire.
Nella decade successiva, il Whitney Museum of America Art dedica a Roberta di Camerino una retrospettiva con i suoi disegni.
Nel 1981 la stilista è autrice, insieme al giornalista Marco Mascardi, di una autobiografia intitolata “R come Roberta” e pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore. Il consolidamento dell’accordo con Mitsubishi Corporation porta negli stessi anni alla nascita, a Tokyo, della “Roberta di Camerino Far East” destinata ad operare per una diffusione del marchio nell’intera area del sud-est asiatico.
In occasione del cinquantesimo anno di fondazione della maison, è inaugurata nel 1995 alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti la donazione Roberta di Camerino, comprendente abiti ed accessori entrati a far parte della storia della moda italiana fra gli anni sessanta e i settanta.
Nel 2001 è nata la Fondazione Roberta di Camerino, organizzazione no profit di diritto svizzero che si prefigge di offrire l’accesso ai propri archivi ad università, accademie e istituti che svolgono corsi di stile nella moda e di design e costume.
Nel Settembre del 2006 la supermodella Eva Riccobono ha sfilato per la collezione primavera/estate 2007 della maison.

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